Edgar H. Schein


Vedi anche
GIDDENS – KUNDA – MARTIN – SCHÖN – WEICK

Domande
Perché comprendere un’organizzazione vuol dire comprendere la sua cultura?
Come si formano gli assunti di base di un’organizzazione?

Idee
Lo schema concettuale di SCHEIN si articola intorno all’idea che studiare un’organizzazione vuol dire studiare la sua cultura, data dall’insieme di assunti che essa inventa, scopre, sviluppa, nel corso della propria storia, per rispondere ai bisogni di adattamento esterno e di integrazione interna. Perché ci sia una cultura organizzativa è indispensabile che ci sia un gruppo che sta insieme da tempo, ha condiviso e affrontato problemi importanti, ha monitorato gli effetti che le diverse soluzioni hanno determinato, ha inventato o scoperto risposte valide che vengono trasmesse in quanto tali ai nuovi arrivati (le risposte vanno ritenute valide non solo quando risolvono i problemi, ma anche quando riducono l’ansia del gruppo).
Più specificamente, SCHEIN sostiene che lo studio di una cultura organizzativa può essere condotto a tre diversi livelli di analisi:

1.    artefatti (architettura, tecnologia, gergo, simboli, rituali e più in generale tutti gli aspetti immediatamente rilevabili);
2.    valori espliciti (idee guida, modelli di comportamento, indicazioni fatte circolare dal management per rinsaldare identità, senso di appartenenza, solidarietà tra i componenti dell’organizzazione);
3.    assunti di base (convinzioni dotate di una propria coerenza interna tanto profonda che non vengono esplicitate, talvolta perché sono date per scontate, altre volte perché gli stessi componenti dell’or-ganizzazione non ne sono consapevoli).

A giudizio di SCHEIN sono proprio gli assunti di base che, combinandosi tra loro in variegati modi, danno conto dell’anima del-l’organizzazione e determinano quei sistemi di convinzione che, a loro volta, devono possedere una coerenza interna (nelle combinazioni degli assunti come nel rapporto tra assunti, valori espliciti e artefatti) affinché scetticismo, sfiducia, cinismo, non mettano in crisi l’or-ganizzazione o ne minaccino la sopravvivenza. Gli assunti ritenuti validi, capaci di reggere alla prova dei fatti, diventano per l’organiz-zazione un punto di riferimento e vengono trasmessi ai nuovi componenti come la maniera corretta di percepire, pensare, reagire rispetto ai problemi, tanto quelli relativi all’adattamento con l’am-biente esterno (obiettivi, strategie e mezzi necessari a conseguirli, valutazione delle prestazioni ecc.) quanto quelli relativi all’integra-zione interna (capacità del gruppo di funzionare come tale, consenso intorno ai criteri di inclusione e di esclusione dei suoi componenti, distribuzione del potere, definizione di premi e punizioni). I problemi possono essere insomma affrontati solo se gli assunti del-l’organizzazione, la sua cultura, funzionano abbastanza bene da essere considerati validi.
Dato un contesto nel quale esiste un’oggettiva tensione tra la tendenza alla conservazione del patrimonio consolidato e la spinta all’innovazione, tocca alla leadership gestire in maniera equilibrata questa tensione, definire percorsi di adattamento reciproco in grado di valorizzare tanto la cultura storicamente consolidata quanto le culture che nuovi componenti o leader portano con sé da esperienze diverse.
In definitiva, per SCHEIN è attraverso l’analisi dei processi di inclusione e di socializzazione dei nuovi componenti, le risposte date nelle fasi critiche della sua storia, la valutazione dei suoi caratteri anomali o sorprendenti che è possibile studiare e comprendere la cultura di un’organizzazione; la capacità di gestire brillantemente situazioni non prevedibili o altamente incerte rappresenta in questo contesto un importante valore aggiunto, uno strumento di management molto più efficace di qualsiasi formula o regola organizzativa.

Citazione
La cultura organizzativa è l’insieme coerente di assunti fondamentali che un dato gruppo ha inventato, scoperto o sviluppato imparando ad affrontare i suoi problemi di adattamento esterno e di integrazione interna, e che hanno funzionato abbastanza bene da poter essere considerati validi, e perciò tali da poter essere insegnati ai nuovi membri come il modo corretto di percepire, pensare e sentire in relazione a quei problemi. [1990]

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