Citazioni

Chester Barnard
Un sistema cooperativo è un complesso di componenti fisiche, biologiche, personali e sociali che si trovano in relazione specifica e sistematica grazie alla cooperazione di due o più persone per almeno un fine definito.
Ciò che è importante non è quello che muovere il masso significa per ciascun uomo personalmente, bensì quello che egli pensa significhi per l’organizzazione nel suo complesso.

Elias Canetti
L’uomo deve imparare a essere consapevolmente molti uomini e a tenerli tutti assieme … Anziché gli altri, dovrà governare le sue proprie personalità; queste avranno nome, egli le conoscerà, potrà comandarle. E la sua avidità di dominio non vorrà più agire sugli estranei … dal momento che ciascuno di noi potrà essere tanti quanti gli riesce di soggiogare.
La provincia dell’uomo

Philip B. Crosby
La qualità ha molte cose in comune con il sesso.
Tutti sono favorevoli.
Tutti pensano di conoscerla.
Tutti ritengono che per l’esecuzione sia solo questione di seguire le inclinazioni naturali.
E, come al solito, la maggior parte pensa che i problemi siano causati dagli altri.

Crozier
La burocrazia è un’organizzazione che non può correggere il proprio comportamento imparando dai propri errori.

John Donne
Nessun uomo è un’isola, intero per se stesso. Ogni uomo è un pezzo del continente, una parte della terra. Se una zolla viene portata dall’onda del mare, l’Europa ne è diminuita, come se un promontorio fosse stato al suo posto, o una magione amica, o la tua stessa casa. Ogni morte di uomo mi diminuisce perché io partecipo dell’umanità. E così non mandare mai a chiedere per chi suona la campana: essa suona per te.

Peter Drucker
L’individuo occidentale e il giapponese intendono qualcosa di diverso quando parlano di “prendere una decisione”.
In occidente, tutta l’enfasi è posta sulla risposta alla domanda. In effetti i nostri libri sulla decisione cercano di sviluppare approcci sistematici al problema di dare una risposta.
Per il giapponese, invece, l’elemento importante nella decisionalità è definire la domanda. I passaggi importanti e cruciali sono decidere se c’è bisogno di una decisione e che cosa essa riguardi. Ed è in questo passaggio che il giapponese mira a ottenere il consenso. In realtà, questo passaggio è, per il giapponese, l’essenza della decisione.
La risposta alla domanda (quella che per gli occidentali è la decisione) dipende dalla sua definizione. Durante il processo che precede la decisione, non si accenna mai a quale potrebbe essere la risposta. (….) Così l’intero processo si concentra sullo scoprire che cosa effettivamente riguardi la decisione, e non quale decisione dovrebbe essere.

Hannan e Freeman
È difficile stabilire che una strategia razionale per un singolo decisore sia razionale se viene adottata da un largo numero di decisori.

Kunda
Il gruppo dirigente, per così dire, crea il contesto, fornisce la retorica e si riserva il diritto di dire l’ultima parola, ma la maggior parte del lavoro è svolta dai membri stessi, perché è nel loro interesse consolidare continuamente in sé stessi e negli altri l’adesio ne esplicita al ruolo di membro.

Barry Lopez
Le storie che raccontiamo alla fine si prendono cura di noi. Se ti arrivano delle storie, abbine cura. E impara a regalarle dove ce n’è bisogno. A volte una persona per sopravvivere ha bisogno di una storia più ancora che di cibo. Ecco perché inseriamo queste storie nella memoria gli uni degli altri. E’ il nostro modo di prenderci cura di noi stessi.

Martin
Se ogni contesto culturale è studiato abbastanza in profondità, alcune cose appariranno coerenti, chiare e generatrici di consenso. Al tempo stesso altri aspetti della cultura si fonderanno entro confini subculturali mentre altri elementi ancora appariranno frammentati, in uno stato di perenne flusso, intrisi di confusione, dubbio e paradosso.

Meyer e Rowan
I prodotti, i servizi, le politiche e i programmi istituzionalizzati funzionano da possenti miti e molte organizzazioni li adottano cerimonialmente: così facendo, le organizzazioni aumentano la loro legittimità e le loro prospettive di sopravvivenza indipendentemente dall’efficacia immediata delle norme di comportamento e delle procedure acquisite.

Richard Merton
La ricerca empirica, se feconda, non soltanto verifica ipotesi derivate teoricamente, ma dà anche origine a nuove ipotesi. Ciò potrebbe essere definito la componente di serendipity della ricerca, cioè la scoperta, dovuta alla fortuna o alla sagacia, di risulati ai quali non si era pensato.

Ouchi
Un clan è un dispositivo di gestione che tiene conto dei sacrifici a breve termine di alcune parti di uno scambio, quando questi sacrifici diventano evidenti, e poi compensa adeguatamente gli individui in modo che venga ripristinato l’equilibrio a lungo termine tra incentivi e contributi di tutte le parti.
Mentre un sistema informativo esplicito deve essere creato e mantenuto intenzionalmente e con un certo costo, un sistema informativo implicito spesso “cresce” come un sottoprodotto naturale dell’interazione sociale. In un clan, l’informazione è contenuta nei riti, nelle storie e nelle cerimonie che trasmettono i valori e le credenze dell’organizzazione. Un esterno non può avere rapidamente accesso alle informazioni che riguardano le norme di decisione utilizzate nell’organizzazione, ma il sistema informativo non richiede un esercito di contabili, di esperti di elaborazione e di dirigenti; semplicemente esso c’è.

Parsons
Un’organizzazione non si limita a operare in un ambiente sociale che impone le condizioni che governano i processi di disposizione e di reperimento [delle risorse], essa è anche parte di un più ampio sistema sociale che è la fonte del significato, della legittimazione e del sostegno di più alto livello che rende possibile la realizzazione degli scopi dell’organizzazione.
Non è esagerato dire che che l’indice singolo più importante della maturità di una scienza è la situazione della sua teoria sistematica.
La teoria deve essere formulata in quello che si si può definire lo schema di riferimento azione.
Il potere è la capacità generalizzata di assicurare l’adempimento di obblighi vincolanti in un sistema di organizzazione collettiva quando gli obblighi siano legittimati con riferimento alla loro relazione con gli scopi della collettività e quando in caso di ostinata opposizione si presuppone che gli impegni saranno fatti rispettare per mezzo di sanzioni.

Piore, Sabel e Zeitlin
Un esempio spettacolare di tecnologia che riduceva i costi dovuti al cambiamento di produzione fu il telaio di Jacquard, il precursore delle macchine a controllo numerico. Esso fu perfezionato per l’ uso industriale tra il 1800 e il 1820 dai setaioli di Lione, che volevano riconquistare il loro tradizionale dominio nei mercati dei tessuti alla moda contro la crescente concorrenza inglese, tedesca e italiana. Il telaio creava complicati façonnèes e broccati in base alle istruzioni su schede perforate, che sollevavano e abbassavano automaticamente e nella giusta sequenza i fili nell’ ordito. L’ uso delle schede perforate come meccanismo di controllo ridusse sensibilmente il tempo per adattare il telaio ad un nuovo disegno, perché, come nel programma di un moderno computer, era possibile modificare rapidamente le schede […….] I fabbricanti di nastri di Saint’ Etienne adattarono il sistema di programmazione Jacquard al telaio per nastri di tipo Zurigo, creando in questo modo un dispositivo capace di produrre simultaneamente più di venticinque nastri fantasia; i loro tentativi di ricamare i nastri a macchina ottennero un dispositivo simile alla macchina da cucire, che non doveva apparire in forma compiuta se non vent’ anni più tardi.
Powell e Di Maggio
Il campo organizzativo è dato da un insieme di organizzazioni che, considerate complessivamente, costituiscono un’area riconosciuta di vita istituzionale: fornitori chiave, consumatori di risorse e prodotti, agenzie di controllo e altre organizzazioni che producono prodotti o servizi simili.

Oliver Sacks
A Teotitlàn visitiamo la casa di don Isaac Vàsquez, un maestro tessitore diventato famoso fuori dal Messico per i suoi tappeti, le coperte e l’uso dei coloranti naturali. […] Osservando don Isaac al lavoro, la vecchia madre che carda la lana, sua moglie, i fratelli, le sorelle, i cugini, i nipoti e i pronipoti, vedendoli tutti all’opera nel cortile, completamente assorbiti nel loro lavoro, mi prende un senso di inquietudine. Sono tutti consapevoli della loro identità, del loro ruolo e del loro destino sulla terra; sono i Vàsquez, la più vecchia e famosa famiglia di tessitori di Teotitlàn del Valle, l’espressione vivente di un’antica e nobile tradizione.
Diario di Oaxaca, 105

Schein
La cultura organizzativa è l’insieme coerente di assunti fondamentali che un dato gruppo ha inventato, scoperto o sviluppato imparando ad affrontare i suoi problemi di adattamento esterno e di integrazione interna, e che hanno funzionato abbastanza bene da poter essere considerati validi, e perciò tali da poter essere insegnati ai nuovi membri come il modo corretto di percepire, pensare e sentire in relazione a quei problemi. […]
Gli studi sulle differenze che emergono nelle diverse culture organizzative dei diversi paesi del mondo rendono assolutamente evidente che i processi manageriali cambiano a seconda del contesto socio-culturale ed economico della nazionalità dell’impresa. L’abilità di improvvisare e di sentire emotivamente quello che le situazioni dicono sono gli skill più importanti che tutti i manager dovrebbero avere nel proprio bagaglio culturale ed intellettuale.

Schon
I manager sempre di più cominciano a considerare come un aspetto centrale della loro pratica professionale [… il fatto …] che sebbene l’impostazione di un problema sia una condizione necessaria per il problem solving di tipo tecnico, in sé non si tratta di un problema tecnico. Quando impostiamo il problema, selezioniamo quelle che tratteremo come le “cose” proprie di quella situazione, delimitiamo i confini della nostra attenzione per essa e le imponiamo una coerenza che ci permette di dire che cosa è sbagliato e in quali direzioni è necessario cambiare la situazione. L’impostazione del problema è un processo in cui, in modo interattivo, diamo un nome alle cose cui presteremo attenzione e incorniciamo il contesto nel quale ce ne occuperemo.
Schon, 1983b, p. 40, cit. in Weick, 1995, pag. 9

Richard Sennett
Un racconto non è solo un semplice susseguirsi di eventi, ma dà forma al trascorrere del tempo, indica cause, segnala conseguenze possibili.

Star Wars
Yoda, maestro Jedi, addestra il suo nuovo giovane allievo, Luke Skywalker.
Yoda dice a Luke di tirar fuori dal fango la propria astronave.
L.: Ci proverò.
Y.: No, provare No. Fare o non fare. Non c’è provare.
Luke non ce la fa, si rivolge sconsolato al maestro Yoda e gli dice: Vuoi l’impossibile.
Il maestro Yoda tira fuori l’astronave.
L.: Non posso crederci.
Y.: Ecco perché hai fallito.

Thayer
Il leader è “qualcuno che altera o guida il modo in cui i suoi seguaci “pensano” il mondo dando ad esso un “volto” ineluttabile. Un leader sul lavoro è qualcuno che dà agli altri un senso diverso del significato di quello che fanno ricreandolo in una forma diversa, un “ volto” diverso, nella stessa maniera in cui un pittore o scultore o poeta che fa scuola fornisce ai suoi seguaci un modo diverso di “vedere” e quindi di dire e di fare e di conoscere nel mondo. Un leader non dice le cose “come stanno”, le dice come potrebbero essere, dando da quel momento in poi a ciò che “è” un “volto” diverso. […] Il leader è un fornitore di senso. Il leader incarna sempre le possibilità di sfuggire a quello che potrebbe altrimenti apparirci incomprensibile, o a quello che potrebbe altrimenti apparirci un mondo caotico, indifferente o incorreggibile – un mondo sul quale non abbiamo alcun controllo definitivo”.

Stinchcombe
Il livello di esperienza organizzativa di una popolazione è il maggiore determinante della loro capacità di formare nuove organizzazioni.

Quentin Tarantino
Sono il signor Wolf. Risolvo problemi.
[Pulp Fiction]

Alain Touraine
È una grave illusione credere che possano continuare ad esistere le medesime qualità, i medesimi fattori di valorizzazione del lavoro quando cambiano completamente le condizioni del lavoro e, in particolare, le condizioni tecnico-professionali.

Max Weber
Se gli uomini non tentassero continuamente l’impossibile, il possibile non verrebbe mai raggiunto.
La burocrazia è tra le strutture sociali più difficili da distruggere.
Ogni conoscenza concettuale della infinita realtà da parte dello spirito umano finito poggia […] sul tacito presupposto che soltanto una parte finita di essa debba formare l’oggetto della considerazione scientifica, e perciò risulterà “essenziale” nel senso di essere “degna di venir conosciuta.
La cultura è una sezione finita dell’infinità priva di senso del divenire del mondo, alla quale è attrbuito senso e significato dal punto di vista dell’uomo.
La democrazia moderna, dovunque diventi democrazia di un grande Stato, diventa democrazia burocratica. E ciò deve essere, poiché la democrazia burocratica sostituisce alle cariche onorifiche e nobiliari il funzionariato pagato.

Karl Weick
Le storie aiutano la comprensione, perché integrano quello che si sa di un evento con quello che è ipotizzato […]; suggeriscono un ordine causale tra eventi che in origine sono percepiti come non interconnessi […]; consentono di parlare di cose assenti e di connetterle con cose presenti a vantaggio del significato […]; sono mnemotecniche che permettono di ricostruire eventi complessi precedenti […]; possono guidare l’azione prima che siano formulate delle routine e possono arricchire le routine quando sono state formulate […]; consentono di costruire un database dell’esperienza da cui è possibile inferire come vanno le cose.

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