Frederick W. Taylor

Vedi anche
ALIENAZIONE – ARGYRIS – FAYOL – FORD – HERZBERG – MAYO – MASLOW – OSL – POSTFORDISMO

Domande
Quali sono gli obiettivi fondamentali dell’OSL?
Quali i suoi caratteri principali?

Idee
Ingegnere industriale statunitense, iniziatore della ricerca sui metodi per il miglioramento dell’efficienza nella produzione, TAYLOR è l’ideatore del metodo da lui stesso definito della ORGANIZZAZIONE SCIENTIFICA DEL LAVORO (OSL). Pur non essendo un sociologo, egli è sicuramente uno scienziato sociale con il quale la sociologia ha dovuto e deve fare i conti, confrontarsi, misurarsi.
TAYLOR struttura il suo metodo negli anni che precedono la prima guerra mondiale, quando l’esigenza di creare nuovi armamenti imprime un forte sviluppo alla produzione pesante, la tecnologia richiede operai maggiormente specializzati, la produzione assume sempre più caratteri di massa e i vecchi sistemi non riescono a rispondere in maniera adeguata alle esigenze del mercato. A oltre un secolo dalla sua rivoluzione, l’industria continua a essere governata con metodi di direzione dove prevalgono decisioni personali, corruzione, arbitrio e con un’organizzazione del lavoro empirica e approssimativa. Molte officine di medie dimensioni e le stesse grandi fabbriche della fine dell’800 sono in mano ai capireparto, spesso ex operai di mestiere senza alcuna specifica capacità di direzione, che hanno il potere di decidere in materia di assunzioni e licenziamenti.
In questo contesto, le idee di TAYLOR sul lavoro industriale rappresentano una ulteriore rivoluzione, questa volta non più produttiva ma organizzativa. Egli conduce i suoi primi studi sulla riorganizzazione della produzione nel 1883, presso la «Midvale Steel Company» e presso la «Bethlehem Iron Company», impresa che deve abbandonare nel 1901 per le cattive relazioni con il resto del corpo dirigente. Al termine di questa esperienza scrive il suo primo libro, Shop Management, che ha un discreto successo e fa di lui il massimo esperto statunitense di direzione di stabilimento.
Con l’ausilio dei nuovi principi organizzativi TAYLOR si propone di:
1. accentrare e razionalizzare le linee di autorità all’interno dell’azienda;
2. aumentare la produttività non solo attraverso la riorganizzazione, ma anche attraverso la trasparenza totale di costi, procedure e tempi;
3. usare la scienza ed il metodo scientifico non solo come criterio di azione, ma come legittimazione dei nuovi metodi di lavoro;
4. superare il dilettantismo che contraddistingue il lavoro industriale in tutte le sue componenti, quelle produttive e quelle umane.
In particolare egli insiste sulla necessità di qualificare l’azione del management e di costruire un proficuo rapporto tra dirigenza qualificata e operai specializzati, in maniera tale da assicurare consistenti vantaggi ad ambo le parti.
Una procedura divenuta ormai classica di ottimizzazione di una mansione lavorativa è ad esempio quella che prescrive di considerare un gruppo di 10/15 operai abili nella mansione da analizzare, studiare l’esatta serie di movimenti che compongono l’operazione, determinare il tempo necessario per ciascun movimento, verificare se esiste un modo più veloce per compierlo, eliminare ogni movimento lento o inutile, definire la serie ottimale dei movimenti.
L’elenco dei capi funzionali che a suo avviso sono necessari per riorganizzare la direzione dello stabilimento prevede invece l’addetto agli ordini di lavoro e ai cicli, l’addetto alle schede di istruzione, l’addetto ai tempi e ai costi, il caposquadra, l’addetto alla velocità di esecuzione, l’addetto alla manutenzione, l’ispettore, l’addetto ai rapporti disciplinari.
A suo avviso, per stimolare la motivazione del lavoratore occorre ricorrere a sistemi che incentivino la produttività come il lavoro a cottimo, la partecipazione ai profitti e al risparmio (tali sistemi vengono detti monastici perché sono rivolti a garantire che ogni lavoratore impieghi sul lavoro tutte le sue energie sulla base del presupposto che il maggior guadagno economico sia la principale leva per coinvolgere il lavoratore).
Anche se le idee di TAYLOR sono note al grande pubblico soprattutto per aver fornito la base razionale e scientifica dello «sfruttamento operaio», per aver teorizzato il lavoro alienato, frustrante, nel quale l’operaio è soltanto una piccola rotella di un ingranaggio del quale non controlla i ritmi e il prodotto e non comprende la finalità (se non quella di arricchire «l’odiato» padrone), in realtà, se si guarda a esse con il distacco che consente la storia, bisogna riconoscere che rispetto alla situazione di arbitrio e di selvaggio sfruttamento preesistente, il taylorismo e il fordismo sono stati essenziali per avviare quel processo di modernizzazione che ha consentito, grazie in primo luogo alle lotte dei lavoratori e delle loro organizzazioni sindacali, ma anche ai cambiamenti introdotti dal pensiero organizzativo e manageriale, di fare del lavoro una componente sempre più essenziale del sistema sociale e produttivo. Il fatto che con il tramonto del taylorismo – fordismo il lavoro industriale va in crisi, perde identità e indebolisce la propria capacità di rappresentare istanze generali di cambiamento, suggerisce a questo proposito qualcosa di certamente significativo.

Citazione
L’organizzazione scientifica del lavoro consiste fondamentalmente in un certo numero di principi generali di vasta portata, in una ben definita concezione teorica che può venire applicata in varie maniere.
[1967]

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