Chester I. Barnard


Vedi anche
ARGYRIS – DRUKER – HERZBERG – LIKERT – MAYO – MASLOW – TAYLOR – WEBER

Domande
In che senso in ogni organizzazione esiste una pluralità di scopi?
Quali tipi di incentivo spingono le persone a cooperare?
Qual è la funzione del dirigente?

Idee
Secondo BARNARD per comprendere come funziona un’organizza-zione occorre conoscere le motivazioni che spingono gli individui che la compongono a contribuire al suo funzionamento.
Dirigente della Bell Telephone Company in una fase nella quale la figura del manager modifica in maniera strutturale le tipologie di governo dell’impresa, e le risorse umane, dopo le ricerche di MAYO, Roethlisberger e compagni, sono al centro del dibattito organizzativo, BARNARD parte proprio dal rapporto tra organizzazioni e soggetti per mettere a fuoco la sua teoria dell’organizzazione come sistema cooperativo.
Per esemplificarla egli usa, com’è noto, la parabola del masso, secondo la quale, di fronte a un masso che gli ostruisce la strada, un individuo può scegliere tra le seguenti opzioni:

1.    provare a rimuoverlo da solo e accorgersi che è troppo grosso per farcela;
2.    cooperare con altre persone che si trovano sulla sua stessa strada e condividono uno scopo o un fine comune, quello di procedere oltre;
3.    farsi aiutare da persone che non perseguono lo stesso scopo o fine ma sono disposti a cooperare in cambio di una ricompensa;
4.    non spostare il masso e tornare indietro (opzione solo teorica dato che determinerebbe la rinuncia ai propri fini o scopi).

A giudizio di BARNARD tale esempio dimostra che:

1.    le persone per spostare il masso devono organizzarsi, cioè comunicare tra loro (aspetto informale) e decidere di collaborare (aspetto formale) per conseguire uno scopo comune. Nel sistema cooperativo lo scopo non è dunque più quello delle singole persone ma quello dell’organizzazione che, in quanto prodotto della cooperazione tra i suoi componenti, va al di là della somma dei contributi dati dalle singole persone;
2.    gli scopi dell’organizzazione vanno distinti dagli scopi delle singole persone che la compongono, dato che le persone non si identificano completamente con i fini propri dell’organizzazione e mantengono una propria sfera di moventi o esigenze personali;
3.    sono gli scopi comuni a fare l’organizzazione;
4.    bisogna distinguere tra elementi formali e informali dell’organiz-zazione;
5.    la cooperazione è favorita non solo dagli incentivi materiali (stipendio, salario, cottimo ecc.), ma anche da quelli non materiali (prestigio, soddisfazioni morali, onorificenze, promozioni, ecc.);
6.    una volta superata la soglia minima della sopravvivenza o comunque delle primarie necessità personali e familiari, sono proprio gli incentivi non materiali che possono maggiormente spingere impiegati e operai a cooperare;
7.    il sistema cooperativo si basa su norme formali, condivise e riconosciute da tutti coloro che a vario titolo partecipano alle attività dell’impresa (non solo operai e impiegati, ma anche dirigenti, azionisti, clienti);
8.    l’efficacia di un’organizzazione è data dalla sua capacità di raggiungere gli obiettivi prefissi, l’efficienza dalla sua capacità di soddisfare le esigenze espresse dal singolo componente in quanto parte del sistema cooperativo;
9.    la combinazione tra efficacia ed efficienza determina quattro possibili tipologie organizzative: organizzazione efficace ed efficiente; efficace ma non efficiente; non efficace ma efficiente; non efficace e non efficiente.

Dato questo sfondo, per BARNARD l’autorità del dirigente aziendale, o del manager, non può che essere a propria volta formale, legittima, discreta, forte solo in quanto capace di attivare processi di cooperazione e ottenere consenso da parte di chi è destinatario del comando e deve all’occorrenza eseguirlo (per essere eseguito l’ordi-ne deve essere comprensibile, consono ai fini dell’organizzazione, compatibile con gli interessi legittimi delle persone che devono eseguirlo, eseguibile da parte delle persone a cui è diretto).
Dal momento che la coercizione non è in nessun caso una risposta alla mancanza di autorità e non genera consenso, chi dirige non può essere un burocrate che impone ordini a dei meri esecutori di compiti, ma un manager dotato di senso di responsabilità, in grado di determinare chiaramente i fini dell’organizzazione, di garantire le risorse per il suo funzionamento, di assicurare un corretto ed efficiente sistema di comunicazione, di gestire il rapporto tra contributi (ciò che chi lavora dà all’organizzazione) e incentivi (ciò che chi lavora riceve dall’organizzazione) in maniera tale che si allarghi l’area di indifferenza (disponibilità a obbedire agli ordini che vengono impartiti) di chi lavora.

Citazione
Un sistema cooperativo è un complesso di componenti fisiche, biologiche, personali e sociali che si trovano in relazione specifica e sistematica grazie alla cooperazione di due o più persone per almeno un fine definito. [1938]

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...