Oliver E. Williamson

Vedi anche
ECT – OUCHI – PFEFFER e SALANCIK – STINCHCOMBE – TEORIA delle POPOLAZIONI ORGANIZZATIVE

Domande
In che senso l’impresa si trasforma da funzione della produzione in struttura di governo delle transazioni?
Quali sono le variabili che l’impresa è chiamata a valutare per decidere se produrre (to make) o comprare (to buy), se fare scelte di gerarchia o scelte di mercato?

Idee
Le transazioni per WILLIAMSON sono definibili a partire dalla specificità delle risorse oggetto di scambio, dal grado di incertezza al quale gli scambi sono soggetti, dalla frequenza con la quale essi si svolgono; sono di numero potenzialmente infinito; possono essere informali (quando si definisce un semplice accordo) o formali (quando si stipula un vero e proprio contratto).
Naturalmente ogni transazione ha un costo risultante dalle attività di negoziazione, attuazione e controllo che è alla base dello scambio e le parti impegnate nella transazione hanno l’obiettivo di minimizzarne il costo, indipendentemente dal carattere formale o informale della transazione stessa.
È proprio rispetto ai costi delle transazioni che l’impresa è chiamata a decidere se scegliere di produrre (to make, verticalizzare, portare dentro i confini dell’azienda) o comprare (to buy, decentrare, esternalizzare). Naturalmente non sempre si tratta di una scelta semplice, anche perché a complicare le cose ci sono una pluralità di fattori soggettivi (limiti della razionalità umana, errori umani, tendenza ad assumere comportamenti opportunistici, in particolare nei casi in cui il numero di soggetti coinvolti nella transazione è molto basso, il potere contrattuale e le informazioni sono distribuite in maniera asimmetrica, c’è una forte specializzazione che mette una parte nelle condizioni di fare la prima mossa e stabilizzare il proprio vantaggio) e oggettivi (l’incertezza che permea l’ambiente decisionale, il livello di specificità delle risorse tecnologiche oggetto di transazione, la necessità di tenere assieme la maggiore qualificazione delle risorse umane utilizzate, le caratteristiche di gruppo della prestazione, la necessità di definire sistemi di incentivi in grado di superare la struttura ad personam e di guardare ai risultati del gruppo).
WILLIAMSON adotta il concetto di gruppo relazionale in quanto gruppo in grado di auto-controllarsi e di integrare le norme organizzative generali con quelle informali da esso stesso create proprio per evitare che nelle organizzazioni ad alta specificità delle risorse umane impiegate sorgano conflitti di valutazione.
Egli sostiene che conviene che l’impresa si rivolga al mercato (comperi il bene o il servizio all’esterno) quando le tecnologie di cui ha bisogno sono generiche e la frequenza delle transazioni ridotta, e che al contrario è conveniente fare da sé, produrre al proprio interno, quando la tecnologia è specifica, la frequenza delle transazioni elevata così come il rischio di controversie legali necessarie a far rispettare i contratti.
Detto in altro modo, quanto più elevata è la specificità delle risorse, più la cooperazione tra soggetti agenti (contraenti) è a lungo termine, più le transazioni tra le parti sono intense, specifiche e soggette a incertezza, tanto più costosa è la transazione affidata al mercato e più evidenti sono i vantaggi dell’uso di organizzazioni gerarchiche, programmate a durare nel tempo come le imprese.
Di tutto questo devono tener conto le imprese che, secondo WILLIAMSON, hanno la possibilità di scegliere lungo un continuum che da un lato ha proprio la gerarchia (to make) e dall’altro il mercato (to buy). Si tratta di scelte, egli avverte, mai stabili o definitive proprio a causa delle incertezze ambientali, della razionalità limitata, dei comportamenti scorretti o opportunistici che possono provocare crisi tanto del mercato quanto della gerarchia. In ogni caso, le due scelte estreme non sono le uniche disponibili data la vasta disponibilità di transazioni definite da intese informali o da accordi tra imprese, su base azionaria e non azionaria (joint ventures, ATI, ATS e più in generale tutte le forme di collaborazione a tempo intorno a progetti o obiettivi specifici, ma anche il franchising e più in generale tutti i tipi di contratti tra imprese formalmente indipendenti ne sono un esempio).

Citazione
La classica contrattazione di mercato sarà più efficace quando le risorse non avranno un elevato grado di specificità. La contrattazione di tipo bilaterale comparirà nel mercato non appena le risorse diventeranno semi-specifiche; e, infine, l’organizzazione interna sostituirà il mercato quando le risorse oggetto di scambio saranno altamente specifiche. [1985]

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