Karl E. Weick







Vedi anche
CYERT – COGNITIVISMO – MARCH – MARTIN – SCHEIN – SCHÖN – SIMON

Domande
Con quali modalità, e in che misura, i processi di conferimento di senso influiscono sulla vita e sulla struttura delle organizzazioni?
Quali sono le caratteristiche principali del sensemaking?
A cosa ci si riferisce con il concetto di mappe causali?

Idee
Il Discorso all’umanità di Charlie Chaplin ne Il grande dittatore può essere considerato uno dei più meravigliosi, commoventi, coinvolgenti esempi di costruzione di senso di ogni tempo. Questioni di sensemaking. Che dal versante organizzativo hanno trovato in Karl E. WEICK uno straordinario interprete.
Per WEICK la realtà non ha un senso in sé, ma ha sempre e soltanto il senso che a essa attribuiscono le persone, e dunque oggetto di studio non possono che essere i processi cognitivi, le mappe causali, attraverso cui i soggetti conferiscono senso ai loro flussi di esperienza. Ciò naturalmente non equivale a dire che la realtà non ha alcuna incidenza sui flussi di esperienza, dato che soggetti e ambiente attivato sono legati da un costante processo di retroazione e che in questo modo l’ambiente costringe i soggetti a prendere atto di vincoli e compatibilità e ad agire di conseguenza. Vuol dire più semplicemente che le mappe causali, in altre parole le costruzioni dotate di senso e di ordine logico prodotte dall’attività cognitiva, orientano il nostro comportamento e sono modificate dalle esperienze che di volta in volta accumuliamo.
Da qui WEICK parte per sottolineare da un lato l’importanza decisiva assunta dall’analisi dei processi di creazione di senso (sensemaking) e dall’altro l’assoluta coincidenza tra processi di creazione di senso e processi di organizzazione (organizing).
Per mostrare come le organizzazioni strutturano e sono strutturate da processi di sensemaking Weick utilizza tre strade:

1.    nella prima presenta una cronologia che ripercorre lo sviluppo dell’idea di sensemaking nelle organizzazioni;
2.    nella seconda utilizza tali risorse per descrivere la natura delle organizzazioni e dell’organizzare in modo coerente con i processi di sensemaking ad esse associate;
3.    nella terza esamina la ricerca di Porac sull’industria dell’abbi-gliamento in Scozia per mostrare concretamente come le sette proprietà del sensemaking si manifestano nelle organizzazioni.

WEICK individua sette caratteristiche fondamentali del sensemaking, che definisce come un processo fondato sulla costruzione dell’identità, retrospettivo, istitutivo di ambienti sensati, sociale, continuo, centrato su (e da) informazioni selezionate, guidato dalla plausibilità più che dall’accuratezza.
A suo avviso, dare ordine logico, senso, a un flusso di esperienza e organizzare sono esattamente la stessa cosa. I processi attraverso i quali un manager definisce scelte strategiche, decide priorità e aree verso le quali dirigere gli investimenti, assegna compiti ai propri collaboratori, sono la stessa cosa dei processi con i quali egli conferisce senso ai rapporti che ha con collaboratori, rappresentanti di aziende concorrenti, fornitori, banche.
Ma se dare senso a un flusso di esperienza equivale a organizzare, ecco che il processo organizzativo (organizing) diventa più importante della struttura organizzativa (organization) e scompaiono, in linea di principio, le differenze tra organizzazione della vita quotidiana e gestione di un’organizzazione vera e propria come ad esempio un’impresa industriale, un’amministrazione pubblica o privata, una struttura commerciale (le differenze sono date semplicemente dalle cose concrete da fare, dal loro grado di complessità, dalla quantità delle procedure formali da rispettare).
Ricapitolando, le idee forza intorno alle quali WEICK costruisce il proprio sistema concettuale possono essere così come di seguito sintetizzate:

1.    i processi di creazione di senso e i processi di organizzazione (organizing) sono la stessa cosa e dunque l’analisi dei processi di creazione di senso (sensemaking) assume una rilevanza fondamentale nell’ambito dell’analisi organizzativa;
2.    i soggetti attivano l’ambiente nel quale si trovano ad agire e dunque la realtà non solo non è indefinitamente plasmabile ma condiziona i soggetti che l’hanno attivata (proprio il concetto di ambiente attivato fa dire a WEICK che quando si parla di tecnologia ci si riferisce non solo a un insieme di macchine inanimate ma anche alla capacità umana di usarle, governarle, sfruttarne al meglio le potenzialità);
3.    il linguaggio è centrale nei processi di organizzazione (organizing) e di creazione di senso (sensemaking);
4.    il sensemaking è un processo continuo che può subire (ed essere generato da) sussulti e shock (l’immagine può essere quella delle ondate che si sovrappongono una sull’altra);
5.    alcuni soggetti dotati di particolare potere possono attivare ambienti che sono proposti come lettura della realtà anche ad altri individui, ma tale potere non è mai assoluto grazie proprio al sensemaking che ciascuna persona conserva.

Citazione
Non esiste una teoria delle organizzazioni che sia caratteristica del paradigma di sensemaking. Nondimeno, esistono dei modi di parlare delle organizzazioni che permettono al sensemaking di essere al centro sia della costruzione dell’organizzazione che degli ambienti che essa affronta. […]
Le organizzazioni e i processi di sensemaking sono fatti entrambi della stessa stoffa. Organizzare significa imporre ordine, neutralizzare le deviazioni, semplificare e connettere, e lo stesso vale quando le persone cercano di dare senso. Organizzare e dare senso hanno molto in comune. [1997]

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One thought on “Karl E. Weick

  1. Propongo a tutti voi che frequentate questo blog una semplice storia riguardo al senso che ognuno di noi può dare alla vita in base al momento(positivo o non)che si è costretti ad affrontare:“Quando le cose della vita ci superano,quando 24 ore al giorno non ci bastano,ricordati del barattolo di maionese e del caffè.Un professore,davanti alla sua classe di filosofia,senza dire parola,prende un barattolo grande e vuoto di maionese e procede a riempirlo con delle palle da golf.Dopo chiede agli studenti se il barattolo è pieno.Gli studenti sono d’accordo e dicono di sì.Così il professore prende una scatola piena di palline di vetro e la versa dentro il barattolo di maionese.Le palline di vetro riempiono gli spazi vuoti tra le palle da golf.Il professore chiede di nuovo agli studenti se il barattolo è pieno e loro rispondono di nuovo di sì.Poi il professore prende una scatola di sabbia e la versa dentro il barattolo.Ovviamente la sabbia riempie tutti gli spazi vuoti e il professore chiede ancora se il barattolo è pieno.Questa volta gli studenti rispondono un sì unanime.Il professore velocemente aggiunge 2 tazze di caffè al contenuto del barattolo ed effettivamente riempie tutti gli spazi vuoti tra la sabbia.Gli studenti si mettono a ridere in questa occasione.Quando la risata finisce il professore dice:”Voglio che vi rendiate conto che questo barattolo rappresenta la vostra vita.Le palle da golf sono le cose importanti come la famiglia,i figli,la religione,la salute,gli amici,l’amore,le cose che ci appassionano.Sono cose che,anche se perdessimo tutto e ci restasse solo quello,le nostre vite sarebbero ancora piene.Le palline di vetro sono le altre cose che ci importano,come il lavoro,la casa,la macchina.La sabbia è tutto il resto:le piccole cose.Se prima di tutto mettessimo nel barattolo la sabbia,non ci sarebbe posto per le palline di vetro nè per le palle da golf.La stessa cosa succede con la vita.Se utilizziamo tutto il nostro tempo ed energia nelle cose piccole,non avremo mai spazio per le cose realmente importanti.Fai attenzione alle cose che sono cruciali per la tua felicità:gioca con i tuoi figli,prenditi il tempo per pregare,andare dal medico,vai con il tuo/a partner a cena,pratica il tuo sport o hobby preferito.Ci sarà sempre tempo per pulire casa,per riparare la chiavetta dell’acqua.Occupati prima delle palline da golf,delle cose che realmente ti importano.Stabilisci le tue priorità,il resto è solo sabbia.”Uno degli studenti alza la mano e chiede cosa rappresenta il caffè.Il professore sorride e dice:”Sono contento che tu mi faccia questa domanda.E’ solo per dimostrarvi che non importa quanto occupata possa sembrare la tua vita,c’è sempre posto per un paio di tazze di caffè con un amico.”

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